mercoledì 28 marzo 2018

Recensione | Uno di noi sta mentendo - Karen M. McManus

Buon pomeriggio readers!
Marzo è stato ufficialmente quel raro periodo in cui tutte le letture che ho affrontato mi sono piaciute. Evento unico e speciale, che mi ha resa piuttosto soddisfatta, perché erano mesi che rimanevo delusa da ogni romanzo in cui mi imbattevo. Per questo le prossime recensioni che porterò qui sul blog saranno tutte positive, come quella di oggi. A seguire vi parlerò di un libro che mi è stato inviato gentilmente da Mondadori, e per il quale ho preso parte ad una lettura condivisa nelle scorse tre settimane. Uno di noi sta mentendo, è un young adult con elementi tipici del thriller, scritto da Karen M. McManus.


Titolo: Uno di noi sta mentendo
Autore: Karen M. McManus
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 06 Marzo 2018
Prezzo: 15,00€
Pagine: 298

Trama:
Cinque studenti sono costretti a trascorrere un'interminabile ora di punizione nella stessa aula. Bronwyn, occhiali e capelli raccolti da studentessa modello, non ha mai infranto le regole in vita sua e vive per essere ammessa a un'università prestigiosa e rendere fieri i suoi genitori. Nate, capelli scuri disordinati e un giubbino di pelle malandato, è in libertà vigilata per spaccio di erba e sembra a un passo dall'andare completamente alla deriva. Cooper, il ragazzo d'oro con cui tutte vorrebbero stare, è la star della scuola e sogna l'ingaggio in una grande squadra di baseball. Addy, una chioma di folti ricci biondi e un viso grazioso a forma di cuore, sta cercando di tenere insieme i pezzi della sua vita perfetta.
Infine Simon, l'emarginato, lo strano, che, per prendersi la sua rivincita su chi lo ha sempre trattato male, si è inventato una app che rivela ogni settimana dettagli piccanti della vita privata degli studenti. Pur conoscendosi da anni, non possono certo definirsi amici. Qualcosa li unisce, però. Nessuno di loro è davvero e fino in fondo come appare. Ognuno di loro dietro alla facciata "pubblica" nasconde molto altro, un mondo di fragilità, insicurezze e paure, ma anche di segreti piccoli e grandi di cui nessuno, o quasi, è a conoscenza. Da quell'aula solo in quattro usciranno vivi. All'improvviso e senza apparente motivo, Simon cade a terra davanti ai compagni e muore. Non appena si capisce che quella che sembrava una morte dovuta a un improvviso malore in realtà è un omicidio, il mondo di Bronwyn, Nate, Cooper e Addy inizia a vacillare. E crolla definitivamente quando la polizia scopre che i protagonisti di un ultimo post mai pubblicato di Simon sono proprio loro. In men che non si dica, i quattro ragazzi da semplici testimoni diventano i principali indagati dell'omicidio... 

La mia recensione:

Simon Kelleher, l'inventore dell'app Senti Questa, muore in strane circostanze mentre si trova in punizione assieme ad altri quattro ragazzi del suo anno, e la sua morte manda completamente a soqquadro le vite di Bronwyn, studentessa modello e figlia perfetta, Addy, la principessina della scuola con il fidanzato perfetto, Cooper, la star sportiva di Bayview e infine Nate, il bad boy in libertà vigilata.
«Lei è una principessa e tu sei un atleta» dice lui. Indica con il mento Bronwyn, poi Nate. «Tu sei una secchiona. E tu un delinquente. Siete tutti stereotipi viventi dei film per adolescenti.»
«E tu?» chiede Bronwyn.
«Io sono il narratore onnisciente» dice Simon. Le sopracciglia di Bronwyn si sollevano sopra la montatura nera. «Non esiste niente del genere nei film per adolescenti.»
«Eh, ma Bronwyn» Simon strizza l'occhio e si scola tutta l'acqua in un unico, lungo sorso «C'è qualcosa del genere nella vita.»
Quando, durante la punizione, Simon cade a terra in preda ad una reazione allergica, - dopo aver bevuto l'acqua del rubinetto direttamente da un bicchiere presente nell'aula delle punizioni - nessuno dei ragazzi presenti si sarebbe immaginato che a lì a poco la vita di Simon sarebbe giunta a termine. Chi ha potuto mettere dell'olio di arachidi dentro il bicchiere utilizzato da Simon? E perché dall'infermeria sono sparite tutte le EpiPen, che avrebbero potuto salvare la vita a Simon?

Iniziano così le varie indagini sul caso Kelleher, per trovare la verità dietro a questa morte, che ben presto viene classificata come omicidio e i quattro ragazzi presenti durante la punizione sono gli unici sospettati.

Con Senti Questa, Simon ha sempre svelato i segreti di ogni compagno di scuola senza farsi troppi scrupoli, e forse la bozza dell'ultimo post che avrebbe dovuto pubblicare la sera della sua morte è una prova che la polizia non dovrebbe ignorare.

Bronwyn, Addy, Cooper e Nate nascondono dei segreti che vorrebbero che nessuno scoprisse, quindi, secondo la polizia avrebbero tutti un movente valido, dato che sono loro i protagonisti di quel post mai pubblicato da Simon su Senti Questa.

Ma è veramente così, oppure sono stati incastrati da qualcuno che continua a tirare i fili, come un burattinaio nascosto nell'ombra e che agisce indisturbato, mentre le vite dei protagonisti vengono travolte dalle accuse e la loro immagine pubblica viene data facilmente in pasto alla stampa e alla televisione?

Attraverso i quattro differenti punti di vista, impariamo a conoscere i protagonisti e scopriamo i segreti che hanno custodito con tanta fatica, così diventando noi stessi i testimoni della pressione a cui sono sottoposti dal momento in cui la polizia inizia a sospettare di loro. Mentre i giorni e le ore proseguono, in ogni capitolo veniamo catapultati in realtà quotidiane differenti tra loro: dalla famiglia di Bronwyn, delusa dalla scoperta di ciò che ha fatto la figlia, oppure dal padre di Cooper interessato solamente alla possibile carriera professionistica da giocatore di baseball del figlio, ad Addy, vittima silenziosa, da anni al fianco di un ragazzo che la comandava a piacimento e con una madre che non fa altro che sminuirla, fino a Nate, lasciato a sé stesso, con due genitori assenti da anni e nessun supporto morale o affettivo.

I quattro ragazzi che rappresentano i perfetti cliché dell'adolescente americano, impareranno a loro spese chi sono i veri amici, che nel momento del bisogno rimarranno al loro fianco, e scopriranno cose che non avrebbero mai immaginato prima della morte di Simon.
Era una bugia che raccontavo perché era più facile della verità. E perché un po’ ci credevo. So cosa significa raccontarsi una bugia così tante volte da farla diventare realtà. Ma la verità viene sempre fuori. Prima o poi.

Uno di noi sta mentendo è uno di quei young adult che mi piacciono da impazzire perché sono in grado di tenermi incollata alle pagine, mettendomi alla prova e facendomi scervellare per scoprire la verità, ma non è solo questo che ha reso questo romanzo perfetto, anzi, Karen M. McManus, è riuscita a trasmettermi emozioni contrastanti tra loro, dalla felicità per due ship (ecco che il mio spirito di shippatrice seriale risorge dalle ceneri), all'ansia dovuta all'insicurezza e all'instabilità della situazione in cui si trovano i protagonisti, a cui mi sono inevitabilmente affezionata.
Il finale merita davvero tanto, – e ve lo assicura una persona che rimane molto spesso delusa dai finali - e non mi sarei mai aspettata quello che ho letto, nonostante sia appassionata di polizieschi e ne ho viste di cotte e di crude con Pretty little liars.
Lo stile di scrittura della McManus è semplice, ma allo stesso tempo coinvolgente e capace di emozionare.

Se la mia recensione vi ha incuriosito, posso confermarvi che vale la pena iniziare questa lettura e scoprire la verità dietro all'omicidio di Simon. Tutti hanno dei segreti e tutti hanno mentito, ma chi di loro è innocente e chi è colpevole?
Questo è il genere di persona che puoi uccidere e farla franca: qualcuno che tutti vogliono morto. Diciamocelo: al liceo di Bayview tutti odiavano Simon. Io ho avuto semplicemente abbastanza fegato di fare qualcosa. Prego, non c'è di che.

La mia valutazione:

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