lunedì 6 agosto 2018

Recensione | Nowhere girls - Amy Reed


Cosa accade quando delle voci iniziano a farsi sentire, e quelle voci pretendono giustizia e rispetto in una società nella quale il maschilismo e l'indifferenza sono le padrone assolute? Quando Grace, - una ragazza che è sempre stata calma e docile - decide che il silenzio non è mai la scelta giusta da prendere, dando così il via ad un effetto farfalla, emergeranno delle verità dolorose, tenute per troppo tempo sepolte. Questi sono i presupposti di Nowhere girls – letteralmente le ragazze nessuno – di Amy Reed, un romanzo young adult, che tratta tematiche purtroppo attuali come la cultura dello stupro, ma anche il femminismo, il dolore, l'amicizia e la violenza fisica e verbale. Ringrazio davvero tanto la casa editrice Piemme per la copia, perché secondo me questo libro è uno di quelli che meritano di essere letti almeno una volta nella vita, e personalmente mi è piaciuto molto, tanto che mi sono affezionata fin da subito alle protagoniste Grace, Rosina ed Erin.

Titolo: Nowhere girls
Autore: Amy Reed
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: Febbraio 2018
Prezzo: 17,00 €
Pagine: 366


Trama:
Chi sono le Nowhere Girls? Sono tutte le ragazze, ma per cominciare sono in tre: Grace, tenera e impacciata, è nuova in città, dove si è dovuta trasferire a causa dei pregiudizi nei confronti della madre; Rosina, lesbica e punk, sogna di diventare una rockstar, ma è costretta a lavorare nel ristorante messicano di famiglia; ed Erin, un'asperger con due fissazioni, Star Trek e la biologia marina, vorrebbe assomigliare a un androide ed essere in grado di neutralizzare le emozioni. In seguito a un episodio di stupro rimasto impunito, le tre amiche danno vita a un gruppo anonimo di ragazze per combattere il sessismo nella scuola. Le Nowhere Girls, una moltitudine di voci diverse, dovranno superare la paura e l'imbarazzo per confrontarsi con coraggiosa onestà e opporsi alle minacce di chi si sente forte e non è disposto a mettersi in discussione. Ma alla fine riusciranno in ciò che sembrava impossibile: le cose possono cambiare e tutti hanno diritto alla felicità. Senza compromessi. Senza discriminazioni.


La mia recensione:

Silenzio non significa “sì”. Il “no” lo si può pensare e sentire, ma mai pronunciare. Lo si può gridare dentro di noi. Magari è nascosto, muto, in un pugno chiuso, nelle unghie che affondano nel palmo. Le labbra di lei sigillate, gli occhi chiusi. Il corpo di lui prende e basta, non chiede, non gli hanno mai insegnato a interrogarsi sul silenzio.
Poco fa nell'introduzione avevo nominato la cultura dello stupro, ovvero una cultura dove lo stupro e le forme di violenza sessuale sono comuni, e dove questi atteggiamenti sono giustificati, anzi, addirittura normalizzati dai media o da figure adulte di riferimento.
Sono proprio questi gli atteggiamenti in cui si imbatterà il lettore mentre conoscerà le storie delle Nowhere girls. Ma una singola voce che ha il coraggio di innalzarsi in un mare di indifferenza può effettivamente scatenare un cambiamento significativo per la società in cui vive?

La piccola azione compiuta da Grace, - una delle protagoniste della storia – è stata in grado di influire sulla vita di molte ragazze della sua scuola che, come per effetto farfalla, hanno deciso di supportarsi a vicenda, portando così al cambiamento inevitabile della cittadina bigotta e chiusa in cui si trovano.

Ma la storia delle ragazze nessuno inizia molto prima dell'arrivo di Grace nella nuova scuola, perché esattamente un anno prima una ragazzina di nome Lucy aveva denunciato il suo stupro durante una festa. E qual è stato il risultato ottenuto dalla ragazza che cercava giustizia per la violenza subita? È stata trattata come una ragazza facile, che essendosi pentita di ciò che aveva fatto aveva iniziato a gridare allo stupro.

Solo con l'arrivo di Grace in città la verità inizia ad emergere piano piano, perché caso vuole, che la ragazza, assieme alla sua famiglia va a vivere nella vecchia casa di Lucy. Frasi in cerca di aiuto, parole piene di dolore e solitudine riverberano negli angoli più bui e nascosti della camera di Grace, appartenuta in passato a Lucy, e la nuova arrivata non può fare a meno di voler conoscere la verità e aiutare quella figura senza nome e senza volto che invade ogni angolo della sua camera.

Grace farà amicizia inizialmente con Rosina, una ragazza che sembra sapere il fatto suo, ma che soprattutto sembra conoscere la storia della misteriosa ragazza che abitava precedentemente in quella casa.

Rosina scrolla le spalle. «Lei non ha fatto un bel niente. Comunque, non importa quello che è successo davvero. Conta solo che ne ha parlato.»
«E la gente che cos’ha detto?» vuole sapere Grace. «Il problema» risponde Rosina «è che la gente odia ascoltare quello che le complica la vita, anche se si tratta della verità. Guai a cambiare il modo di vedere le cose! E così, invece di ammettere che il mondo è uno schifo, spalano merda su chi glielo fa notare.»
Ed oltre a Rosina, Grace conoscerà anche Erin, una ragazza affetta dalla sindrome di Asperger che cerca il più possibile di dimenticare il passato che ha segnato la sua adolescenza. 

Amy Reed, con crudezza e realismo scrive di violenze fisiche  psicologiche subite dalle ragazze e che non hanno mai trovato il coraggio o che non hanno mai avuto la possibilità di avere giustizia per se stesse. Ma grazie alla determinazione di Grace, - dopo aver conosciuto la storia di Lucy - finalmente le ragazze nessuno iniziano a dare voce ai propri pensieri e alle proprie esperienze, trovando il supporto e il sostegno nelle altre compagne. 

A volte sopravvivere è peggio che morire.
Nowhere girls è un libro che mostra realmente ciò a cui sono soggette le donne in quanto tali, agli obblighi imposti da una comunità più ristretta dove le figure di autorità insabbiano determinati eventi e li classificano come ragazzate che tutti almeno una volta nella vita hanno fatto. Questo romanzo mostra anche come una persona dietro allo schermo, nel più totale anonimato può scrivere ciò che vuole, trasmettendo messaggi d'odio, a sfondo misogino e maschilista, e nonostante tutto trovare l'appoggio e la comprensione di altre persone che hanno gli stessi pensieri. Concezioni e situazioni aberranti e al limite dell'umanità, se ancora tale si può definire.
Il mondo fa schifo, pensa. È un posto dove anche se pubblichi messaggi del genere, diffondi odio e inciviltà, nessuno ti dice niente. Dove ferire qualcuno è troppo semplice e aiutarlo troppo difficile. Dove l’ignoranza vince, ora e per sempre.
Ma Nowhere girls non è solo questo, è anche ricerca della propria identità, ascolto e supporto. Donne che supportano le donne, che si danno consigli tra di loro senza giudicare, ma soprattutto vede la nascita di un movimento all'interno delle mura scolastiche (e non solo), che vuole difendere i diritti delle donne che pretendono di essere ascoltate e non essere più trattate come oggetti utili solo per far divertire i ragazzi.
Perché le ragazze sono inarrestabili. Sono un esercito. Sono un corpo unico.
Grace, Rosina ed Erin riusciranno ad entrarvi nel cuore perché sono personaggi così reali, che a volte mi sono quasi dimenticata di star leggendo un libro. Queste tre ragazze sono le prime a dare il via alla rivoluzione delle nowhere girls, ed anche loro stesse, si ritrovano a combattere delle battaglie personali giorno per giorno. Grace, è una ragazzina con problemi di peso che si trova catapultata in una nuova scuola in un altro stato, senza amici e nessuna sicurezza. Rosina, è una ragazza lesbica di origini messicane, che deve fare i conti con una famiglia allargata e molto conservatrice, e nella quale i litigi con la mamma sono molto frequenti. Infine Erin, che soffre della sindrome di Asperg, ha una madre molto apprensiva che nonostante crede di sapere tutto della malattia della figlia, non comprende i suoi atteggiamenti ed i sentimenti contrastanti con cui ogni giorno Erin deve combattere per ottenere una parvenza di normalità.

Se cercate un romanzo young adult di denuncia, reale e ben strutturato in grado di raccontare e trattare argomenti importanti e delicati con sincerità, che non si concentra solo sul femminismo, ma anche sulle diversità, sul bullismo e sulla violenza di qualsiasi tipo vi consiglio vivamente di dare la possibilità a Nowhere girls!

La mia valutazione:


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