mercoledì 5 settembre 2018

Recensione | Otherworld - Jason Segel & Kirsten Miller

Questa primavera, dopo aver letto Warcross di Marie Lu, ho scoperto di amare profondamente i romanzi dove la tecnologia e i giochi di realtà virtuale sono gli elementi cardini della storia. Quindi appena ho letto la trama di Otherworld di Jason Segel e Kirsten Miller la mia attenzione è stata catturata, nella speranza di perdermi in un nuovo romanzo pieno di azione, avventura e un po' di thriller, che non fa mai male.

Titolo: Otherworld
Autore: Jason Segel e Kirsten Miller
Editore: DeA
Data di pubblicazione: 20 Marzo 2018
Prezzo: 14,90 €
Pagine: 353

Trama:
Il futuro è alle porte per Simon e per altri 1999 fortunati: la Compagnia del multimiliardario Milo Yolkin li ha selezionati per testare l'ultimissima versione di Otherworld, il gioco di ruolo online più famoso del secolo. Perché dentro Otherworld puoi essere ciò che vuoi. Un uomo, un dio, un mostro. In Otherworld non esistono regole, non esistono conseguenze. Niente di più emozionante per un nerd pieno di soldi come Simon. Niente che non abbia già fatto. Ma stavolta qualcosa di diverso c'è. Perché Otherworld è l'ultima opportunità che gli rimane per incontrare la sua migliore amica Kat. Un misterioso incidente la costringe infatti in un letto d'ospedale, completamente catatonica e incapace di reagire agli stimoli esterni. Chi l'ha ridotta così? E come mai la Compagnia è interessata a una semplice ragazza come lei, tanto da inserirla nel programma sperimentale che connette la sua mente a una delle realtà virtuali di Otherworld? Simon non crede alle coincidenze e sa che la Compagnia non lascia nulla al caso... non ha dubbi che Kat sia in pericolo, e pur di salvarla è pronto a tutto. Pronto anche ad avventurarsi in Otherworld, forse per l'ultima volta, e giocare fino alla fine la partita più importante di sempre: quella per ritrovare Kat.


La mia recensione:

Otherworld era nato come semplice gioco online a cui solo pochi abbonati davano attenzione, ma quando decenni più tardi, il multimiliardario Milo Yolkin ha deciso di rilanciare Otherworld 2.0 con funzionalità e ambientazioni incredibilmente reali, nessuno avrebbe mai immaginato di trovarsi davanti a qualcosa del genere.

Prima del lancio ufficiale di Otherworld su scala mondiale sono state selezionate due mila persone per testare il gioco, in caso di riscontro di bug o errori nel sistema. Tra queste persone si trova anche Simon, un neo diciottenne ricco e in libertà vigilata, che coglie l'opportunità di visitare Otherworld per incontrare e parlare ancora una volta con la sua migliore amica Kat che oramai lo ignora da mesi senza un motivo apparentemente valido.

Simon vuole scoprire la verità e sistemare le cose con Kat, ma ben presto quella che sembra la sua occasione per agire non si dimostra altro che l'inizio di tutto, perché Kat si ritroverà coinvolta in un incidente, che di incidente ha ben poco e successivamente sarà selezionata per testare una tecnologia ospedaliera – il disco – appartenente alla Compagnia di Milo Yolkin.


Il disco dovrebbe offrire una seconda vita alle persone coinvolte in incidenti che impediscono di vivere normalmente, però anche se la Compagnia parla positivamente del disco e della vita virtuale offerta da loro, fatta di distese di erba verde, coniglietti e farfalle; Simon non sembra per nulla credere alle parole degli ingegneri, a maggior ragione quando Kat, nel letto d'ospedale, paralizzata per colpa della sindrome di locked-in inizia ad urlare terrorizzata.

Se Simon vuole salvare Kat dalle mani, e soprattutto dalle intenzioni della Compagnia, deve fare di tutto per trovarla nella realtà virtuale e portarla fuori da quella prigione tecnologica, anche se questo significa mettere al rischio la sua stessa vita, perché ciò che ha creato la Compagnia non è solo un gioco.
«Il Creatore ha dato la vita a questo mondo, ma questo mondo è in costante mutamento. Niente qui è quello che era stato pensato in origine.»

Ho apprezzato molto la lettura di questo romanzo, e come primo volume della saga ha
soddisfatto pienamente la lettrice con aspettative – come al mio solito – alte, quale sono. Vorrei soffermarmi per prima cosa sui personaggi principali, ovvero Simon e Kat, il primo è la personificazione dei personaggi che prediligo e adoro alla follia, perché è sarcastico, ironico e ben poco gli importa dell'opinione che hanno su di lui le altre persone, ma dall'altro canto è un buon amico che farebbe di tutto per salvare Kat, e si capisce nel momento in cui rischia più e più volte la morte in Otherworld ma non si tira indietro nemmeno una volta. Leggere i suoi monologhi è sempre stato divertente, anche nei momenti più difficili e carichi di tensione.

Kat invece è una ragazza intelligente, testarda che non si arrende facilmente, e di certo trova un modo per reagire sempre. In questo romanzo non è molto presente fisicamente, ma è un personaggio che conosceremo bene grazie a tutti i ricordi e i pensieri di Simon. Sicuramente non vedo l'ora di conoscerla meglio nel prossimo romanzo dei due autori!

«L’ami molto, vero?» Amore è una parola troppo piccola per quello che provo. Come faccio a spiegare che prima di Kat niente era reale? Le mie affezionatissime tate erano pagate per esserlo. Il giorno prima mi abbracciavano e quello dopo sparivano. I ragazzi a scuola giocavano con me perché i nostri genitori potessero conoscersi. Molti non facevano neanche finta di trovarmi simpatico. Poi ho incontrato Kat e lei mi ha scelto. Nessuno l’ha costretta o pagata. Io ero la persona con cui lei voleva stare. «Sì» dico a Busara. «La amo. Kat è tutto il mio mondo.»

Altro elemento che mi ha fatto impazzire totalmente è stata la costruzione di Otherworld, il pensiero alla base di questa realtà virtuale e come è strutturata. Oltre ad essermi piaciuto tantissimo l'universo del romanzo, ammetto che mi ha lasciato addosso un senso di disagio per tutta la lettura, perché il romanzo fa riflettere più volte sulle conseguenze dei propri desideri, sulla dipendenza dalla tecnologia e dell'impatto che esercita sulla nostra vita, ma anche a cosa potrebbe accadere in un futuro non troppo lontano, quando il confine tra realtà virtuale e mondo reale diventa sempre più sottile ed è difficile rendersi conto di ciò che si è diventati.
«Non è virtuale se cambia le persone. Tutto questo è reale, Simon. È reale.»
Come dicevo poco fa, Otherworld ha una struttura geografica ben studiata, e in base ai desideri più segreti di ogni giocatore, ognuno trova con facilità il suo posto nel mondo virtuale. Che tu sia un accumulatore seriale, che tu abbia istinti omicidi, o che il tuo desiderio sia quello di mangiare per ore senza ingrassare (condivido quel sogno) in Otherworld c'è un regno che fa al caso tuo. E ovviamente ogni regno ha un aspetto differente dall'altro perché rispetterà appieno le caratteristiche dei desideri dei propri giocatori. 

Ma Otherworld non è certamente una landa virtuale desolata e senza abitanti pronta a soddisfare ogni capriccio dei giocatori, anzi nel gioco sono presenti Bestie, Semidei e Figli, e se prima queste creature erano solamente codici binari e formule matematiche, forse ora sono ben altro, e sono in grado di provare emozioni e ragionare grazie all'intelligenza artificiale, e Simon e Kat si troveranno a fare i conti con la realtà dei fatti, ovvero che tutto ciò che hanno sempre pensato fosse solo un gioco, è reale.

«Il mondo reale?» chiede il Figlio. «E perché il vostro mondo sarebbe quello reale? Come potete essere così sicuri che voi umani non siete stati creati da qualcun altro? La vostra storia non parla anch'essa di un Creatore?»

Infine, ma non per importanza, lo stile narrativo dei due autori ha dato vita ad una storia fluida e avvincente, che nonostante tutto non perde mai la sua leggerezza e freschezza che invogliano il lettore a continuare la lettura; anzi credo proprio che la loro narrazione riesce a catturare il lettore trascinandolo con sé alla ricerca di Kat per i regni di Otherworld.

La mia valutazione:


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