giovedì 17 maggio 2018

Recensione | Paper Heir - Erin Watt


Buon pomeriggio readers!
Un anno fa in questo stesso periodo avevo finito il primo volume in lingua della saga Royals e iniziato da poco il secondo. Dalle scorse recensioni saprete che i Royals sono diventati una vera e propria droga per me, - o forse mi facevo io di droga, sinceramente devo ancora stabilirlo - e non potevo non continuare la saga leggendo la storia del mio Royals preferito, ovvero Easton.
Tra le mille recensioni arretrate c'è anche Paper Palace, che probabilmente scriverò tra fine Maggio/ inizio Giugno, ma non potevo non parlarvi subito di questo romanzo incentrato sul personaggio che più ho amato.


Titolo: Paper Heir
Autore: Erin Watt
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 30 Gennaio 2018
Prezzo: 17,90 €
Pagine: 360

Trama:
«È nel silenzio che senti il battito del cuore. Lo senti però anche spezzarsi.»
Easton Royal ha tutto. È bello, divertente; possiede soldi, macchine, ragazze e un cognome che gli permette di ottenere sempre ciò che vuole. Eppure il passato gli ha lasciato parecchie cicatrici, e il suo presente è più incasinato di sempre. Gli eccessi sembrano non bastargli mai: ogni pretesto è buono per fare a botte e concedersi un bicchiere di troppo, senza pensare alle conseguenze. Tutto lo annoia ed è costantemente alla ricerca di una nuova sfida da affrontare. Forse è per questo che è così attratto dalla sua nuova compagna di scuola, Hartley Wright.
Con i suoi occhi grandi e il naso all'insù, Hartley piomba nella vita di Easton in un giorno come tanti. È molto diversa dalle altre studentesse marionette della Astor Park e, soprattutto, non sembra interessata a lui.
Per la prima volta, il nome dei Royal non è abbastanza. 
Ma Hartley è solo l'ennesima sfida, una distrazione gradita nella noia quotidiana, o davvero il più difficile da domare tra i fratelli Royal prova qualcosa per lei?
La mia recensione:

Easton è senza dubbio il personaggio più criptico della ricca famiglia Royal, un ragazzo che ha tutto e al quale non mancano di certo amici, ragazze e soldi; ma si annoia facilmente e dietro la sua maschera del tipico figlio di papà, superficiale e arrogante si nascondono fragilità e sentimenti che preferirebbe non provare. Da quando suo fratello Reed è partito per l'università, lo scettro dei Royal al “comando della scuola” è passato direttamente ad Ella che si impegna nel mantenere un equilibrio tra i vari studenti della Astor Park, mentre Easton passa il suo tempo cercando distrazioni che lo allontanino dalla noia che lo attanaglia sempre. Una di queste distrazioni è la giovane professoressa di matematica che non si fa molti problemi a rimanere da sola in una stanza chiusa con un neo diciottenne nel pieno degli ormoni e fare discorsi - e non solo - sicuramente non intenerenti alle lezioni di matematica. Dato che la porta non era chiusa a chiave, ovviamente nell'aula irrompe una nuova studentessa – la nostra protagonista femminile, che personalmente non sopporto – che vede lo studente e la professoressa assieme, prima di chiudere nuovamente la porta. La professoressa colta dal panico chiede ad Easton di sistemare la situazione e di minacciare la ragazza in modo che non faccia parola con nessuno di ciò che ha visto in quell'aula, e dato che il ragazzo è colto dall'ennesimo attacco di noia accetta e cerca di approcciare la nuova arrivata utilizzando tutto il suo fascino. Peccato che questa volta non funzioni perché la ragazza, fin da subito chiarisce che non vuole avere nulla a che fare con Easton e che non dirà a nessuno ciò che ha visto nell'aula di matematica. Hartley Wright sembra diversa da tutte le ragazze della scuola, un po' come Ella, ed Easton non può fare a meno di voler conquistare anche questa ragazza che sembra essere immune al suo fascino. L'ennesima distrazione dalla noia costante che attanaglia la sua vita. Ma più Easton inizia a conoscere Hartley, più dei lati del suo carattere e sentimenti che ha sempre sepolto nel profondo del suo cuore tentano prepotentemente di tornare a galla e questo lo terrorizza.
Mi lecco il labbro inferiore. Si, sto filtrando con lei perché, per quanto sia comune, mi intriga. E io, Easton Royal, sono costretto dalle leggi dell'universo a inseguire tutto ciò che esiste di interessante.

I libri di Erin Watt sono sempre velocissimi da leggere e coinvolgono il lettore fin dai primi capitoli, per poi finire come al solito con un mega cliffhanger che ti fa morire dalla voglia di leggere subito il continuo; ma una cosa che ho notato fin dal secondo libro è che la serie tende a calare sempre un po' di più ad ogni volume. Se ho adorato follemente Paper princess, mi è piaciuto Paper Prince, e piaciucchiato Paper Palace, con Paper Heir ho iniziato a percepire che: o la saga sta raggiungendo livelli imbarazzanti di trash, oppure non ho più l'età per leggere questo tipo di libri (opzione alla quale mi rifiuto di credere). Insomma sono state più le volte in cui commentavo ironicamente i capitoli, che quelli dove mi soffermavo e sospiravo come una ragazzina sognante davanti alla sua prima cotta.

Partiamo dal principio, con un'affermazione oramai scontata: avevo opinioni altissime per questo volume perché Easton è sempre stato il mio personaggio preferito, e la trama mi fa tornare nel pieno dell'adolescenza ricordandomi  Gossip Girl, dalla vita sociale dei ragazzi ricchi, passata tra country club, feste, fino alle scuole private e ragazzini spocchiosi con la puzza sotto il naso; invece in Paper Heir, conosciamo Felicity, una ragazza che ci fa rimpiangere Jordan, storica nemesi di Ella Harper. Felicity, fin dall'inizio cerca di spodestare Ella e prendere le redini della Astor Park e il modo migliore per agire è fingendo di essere la ragazza di un Royal, - e dato che Gideon e Reed sono al college e i gemelli sono fidanzati con Lauren – Easton è la vittima sacrificale del piano malato dell'ennesima ragazza con le manie di grandezza. Inoltre Easton, che fa concorrenza a Felicity nel rovinarsi da solo la vita, ne combina una dietro l'altra. Dalle serate in cui si ubriaca, a quando si arrabbia, oppure quanto partecipa ai combattimenti al porto, insomma non c'è mai un attimo di pace e tranquillità nella sua vita. Al ragazzo non è mai importato nulla di tutto ciò, fino al momento in cui Hartley inizia a far parte della sua vita e le cose si complicano ulteriormente ogni giorno che passa, perché Easton inizia a sentire e percepire le cose attorno a lui in maniera differente.
La musica mi riempe, silenzia tutti i rumori in eccesso della mia vita, mi gonfia il cuore al massimo, finché in me non resta nient'altro che un paio d'orecchie e un'anima. E la sensazione quasi mi spaventa a morte.
Una cosa che non sopporto nella saga Royals è come nascono le storie d'amore tra i protagonisti, perché se ad Ella è andata “bene” con Reed nonostante il suo approccio da bestia primitiva nel periodo dell'accoppiamento, non vuol dire che le scrittrici debbano propinarci una seconda volta questo tipo di contatto.
Vi prego sfatiamo il mito della storia d'amore perfetta nata dalle iniziali molestie sessuali accompagnate da sessioni di stalkeraggio compulsive, seguite dall'amicizia e poi dal graduale sentimento di amore crescente.

Invece parlando della protagonista, c'è un motivo per cui non l'ho sopportata quasi per niente. Già dai primi capitoli dichiara di non voler avere nulla a che fare con Easton, e sua grazia Wright è stata capace di ripeterlo ogni due capitoli, dall'inizio alla fine del libro, tra un limonamento e una litigata. Insomma ragazza deciditi, non puoi fare così per tutto il tempo.
 
Personaggi incoerenti in questa saga (dopo Reed nel primo volume): Hartley.
“Non ho tempo per uscire con qualcuno.”
Mi acciglio. “Perché no?”
Lei mi guarda. “Sei super carino...”
Drizzo le antenne, ma lei non ha finito.
“... e in un'altra vita coglierei al volo l'occasione di uscire con te, ma non ho né il tempo né l'energia di stare con qualcuno come te.”

Easton in questo volume ci è stato presentato inizialmente come il Royal superficiale che è in grado di comprare tutto e tutti grazie al suo cognome, ma sono più che certa che nel prossimo volume approfondiremo dei lati del suo carattere e segreti che ancora tiene ben custoditi, ma che già in Paper Heir abbiamo iniziato a scoprire.
Non sono un tipo profondo, la musica non mi fa alcun effetto. Sono Easton Royal, superficiale e interessato soltanto al divertimento: non voglio guardare nelle profondità del mio essere e vedere il baratro infinito, nero e noioso, di nulla. Voglio vivere nella mia beata ignoranza.
La sua compagnia mi fa stare bene. È divertente, non sopporta granché le mie cazzate e... mi pare abbia bisogno di me. Nessuno ne ha mai avuto davvero. Ella aveva bisogno di Reed. Mia madre della pasticche e dell'alcol. I gemelli l'uno dell'altro. Hartley è sola. E c'è qualcosa nella sua solitudine che mi colpisce nel profondo.

La storia in generale mi è piaciuta, forse proprio perché sono affezionata ai Royal, quindi ogni loro libro mi piace nonostante tutto. L'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso – oltre l'approccio iniziale di Easton con Hartley, come se lei fosse l'ultimo cucchiaino di Nutella di un barattolo da 5 kg – è stato il continuo tira e molla tra i due, essenzialmente “grazie” al carattere della ragazza e per le azioni sconsiderate del giovane Royal. Spero solo che nell'ultimo volume i rapporti tra i due non siano come quelli di questo libro.

La mia valutazione: 


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