mercoledì 6 dicembre 2017

Recensione | La ladra di neve - Danielle Paige

Buongiorno readers, se c'è un genere che adoro tantissimo è proprio quello dei retelling. Questa estate mi sono avvicinata ai retelling ed appena ho letto la trama de La ladra di neve non potevo non tuffarmi a capofitto in questo romanzo! Danielle Paige propone una rivisitazione della fiaba della Regina delle nevi di Hans Cristian Andersen in chiave fantasy, tutta da scoprire. Ringrazio ancora Dea Planeta Libri per avermi inviato una copia, in modo da farvi conoscere Snow e la sua storia.

Titolo: La ladra di neve
Autore: Danielle Paige
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 17 Ottobre 2017
Prezzo: 14,90 €
Pagine: 448

Trama:
Per sedici, lunghi anni Snow ha vissuto rinchiusa in un ospedale psichiatrico. Ma di una cosa è sempre stata certa: lei non è mai stata pazza. Ogni notte, incontra nei suoi sogni un uomo bellissimo e misterioso che la incita a fuggire e a scoprire la verità sul suo passato. Finalmente, grazie all'aiuto del suo unico amico Bale, Snow riesce a fuggire dall'ospedale e a rifugiarsi in un bosco poco lontano. Qui il confine tra sogno e realtà diventa presto labile, finché Snow si ritrova in un altro mondo. Un mondo dove ogni cosa è di ghiaccio. È Algid, il Regno di Neve. Tra terribili inganni, fughe rocambolesche e amori impossibili, Snow scopre un segreto antico: è lei l'erede al trono di Algid, figlia di un tiranno disposto a ucciderla pur di preservare il potere. Ma adesso che Snow ha ritrovato se stessa reclama ciò che è suo, e per averlo è pronta a combattere.

La mia recensione:

La vita di Snow è segnata da un evento che la divide da un prima e da un dopo.
All'età di cinque anni, dopo che la madre le ha letto Alice nel paese delle meraviglie, Snow assieme ad una sua amichetta d'infanzia decide di attraversare uno specchio, ferendosi entrambe inevitabilmente e lasciando cicatrici permanenti sul viso e sulle braccia della piccola Snow. Dal quel momento la ragazza viene rinchiusa per undici anni al Whittaker, un ospedale psichiatrico, imbottita di pillole e senza la possibilità di condurre la vita di una qualsiasi adolescente newyorkese.
L'unica persona che ha reso questa esperienza meno infernale è Bale, un ragazzino abbandonato in una casa quando era piccolo e alla quale ha dato fuoco, che viene internato nell'ospedale psichiatrico assieme a Snow. I due ragazzi crescono assieme, sempre fianco a fianco e la loro amicizia si tramuta gradualmente in qualcosa di più scambiandosi il loro primo bacio. Ma da quel momento tutto cambia, Bale non è più lo stesso e sembra aver perso la testa.
A volte i primi baci risvegliano le principesse addormentate, annullano incantesimi e introducono il lieto fine. Il mio spezzò Bale.

Bale non parla più con nessuno e sembra essere peggiorato, ma Snow continua ad essere innamorata di lui nonostante l'anno trascorso lontano dal ragazzo, per ordine del dottor Harris. Le giornate di Snow si svolgono tra attività artistiche per sfogare la rabbia accumulata giorno per giorno, serate passate assieme a Vern, la sua infermiera personale che ha una passione per una soap opera famosa e le visite del dottor Harris che le cerca invano una cura.

Ma dei sogni strani, il gelo che sente scorrere nelle vene e un ragazzo affascinante e misterioso che la chiama principessa e la incita a scappare dal Whittaker, iniziano a far pensare a Snow che qualcuno le sta nascondendo qualcosa. Così Snow raccoglie tutto il suo coraggio ed elabora un piano per scappare assieme a Bale, convinta che il suo amore riuscirà a guarire quest'ultimo dalla brama verso il fuoco.
Avevamo mostri diversi. Il mio era una gelida rabbia... e chi non sarebbe arrabbiato, dopo essere stato rinchiuso per tutta la vita? Quella di Bale era l'amore per il fuoco.
Ma quando Bale viene rapito da delle braccia uscite da uno specchio magico al centro della sua stanza, la ragazza capisce che solo lei può ritrovare l'amato.

Con questo scopo, Snow scapperà dall'ospedale psichiatrico per andare in cerca del ragazzo misterioso e liberare Bale, conquistando finalmente la libertà a cui hanno sempre aspirato. Ma qualcosa di più grande si cela dietro il rapimento di Bale, e Snow si ritroverà a fare i conti con un passato di cui non si ricorda, poteri magici assopiti da troppi anni e una profezia che segnerà per sempre il suo destino.
Ora sta a lei decidere cosa fare: salvare Bale, il ragazzo che ha sempre amato, o salvare Algid, il suo regno natale e gli abitanti che per anni hanno sperato in un suo ritorno?
Ero pericolosa. Spezzavo cose e persone con un solo tocco.
«Non sei pazza, Snow. È solo che ti hanno mentito. Tu non sei cattiva, hai la magia. La tua non è una maledizione, è un dono. Sarò anche un bugiardo, ma non ti mentirei mai su questo.»

Snow non si può fidare di nessuno, ma farà di tutto per salvare Bale.
«Tu credi che il come non conti, ma ti sbagli. Non sempre si ottiene quel che si desidera, ma perlomeno si può controllare il modo in cui si tenta di ottenerlo.»




La ladra di neve mi aveva incuriosita parecchio a partire dalla trama, che inizialmente avevo valutato come dark fantasy per via dell'ambientazione in un centro psichiatrico, ma che ben presto ha lasciato spazio ad un ambiente innevato più favolistico. Da amante di retelling quale sono, ovviamente avevo delle alte aspettative verso questo romanzo, ma purtroppo non mi ha entusiasmata quanto avevo sperato. Ho trovato la storia e la trama di base bella e avvincente – dato che non si trovano molti retelling della Regina delle nevi – ed allo stesso tempo è una lettura non troppo impegnativa. Personalmente ho adorato la seconda parte del romanzo, l'ho trovata più interessante e incalzante rispetto all'inizio e vi è un susseguirsi di colpi di scena degni della soap opera The end of almost, che segue Vern con tanta passione.

Però ci sono alcuni particolari che durante la lettura mi hanno fatto storcere il naso, tra cui la leggerezza con cui è stata trattata la malattia mentale durante la narrazione, che probabilmente è stata utilizzata solamente come espediente per far scoprire la propria natura e il potenziale alla protagonista solo in un secondo momento.
Anche la decisione di inserire molti personaggi secondari ha un po' scostato il lettore – e la protagonista – dall'obiettivo principale, ovvero salvare Bale, l'unico ragazzo che Snow abbia mai amato. Ma ahimè, la ragazza pare dimenticarsi facilmente di Bale quando si trova assieme al serio e gentile Kai oppure all'affascinante ladro Jagger.
E anche se Renato Zero non aveva considerato il triangolo, pare che Danielle Paige lo abbia fatto, preferendo di gran lunga il quadrato.

Con Snow non ho sviluppato una forte empatia, l'ho apprezzata per la sua forza e per il coraggio che ha dimostrato quando ha deciso di scappare per salvare il ragazzo che ama, ma a volte la sua testardaggine e il poco buon senso hanno creato un rapporto contrastante che oscilla perennemente tra sentimenti di amore e odio nei suoi confronti.

In questo romanzo Danielle Paige ha iniziato a creare un universo fantasy partendo dalle fondamenta, senza rivelare molti particolari, a parte fantastiche distese boschive dai più variegati colori e l'aurora boreale sempre presente nei cieli di Algid, ma purtroppo non è riuscita a coinvolgermi molto. Spero che con il seguito riesca a farmi ricredere ed appassionarmi maggiormente. Ovviamente non vedo l'ora di leggere il secondo romanzo, perché nonostante alcuni aspetti che non ho apprezzato particolarmente, non posso negare che la profezia e il personaggio di Jagger sono riusciti ad affascinarmi e voglio conoscere il passato di Bale assieme alle sorti di Algid e i suoi abitanti.

La mia valutazione:


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2 commenti:

  1. una recensione molto interessante, non avevo mai sentito parlare di retelling della regina delle nevi, però come "personaggio fantastico" mi ha sempre incuriosita... ricordo ancora la favola del mio librone di favole classiche, sarà sicuramente stata modificata per renderla più piacevole ai bambini però la trovavo sempre abbastanza oscura come favola!
    Non avevo mai sentito parlare del "quadrato" XD
    Ormai non sanno più cosa inventarsi per le storie d'amore ahahah

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    1. Effettivamente la storia della regina delle nevi è piuttosto oscura, e forse per questo l'autrice ha deciso di ambientare inizialmente la storia in un ospedale psichiatrico, ma piano piano si cade nel trash, come per il quadrato, che era completamente inutile. E si, nemmeno io ne avevo mai sentito parlare prima di allora ahahahah

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