sabato 6 maggio 2017

Recensione | Per l'@more basta un clic - Rainbow Rowell

Buongiorno readers!
Oggi vi voglio parlare di un romanzo che mi ha sorpreso molto e che ha superato di gran lunga tutte le mie aspettative, ovvero Per l'@more basta un clic, di Rainbow RowellIl mio primo pensiero appena ho finito di leggere questo libro è stato “oddio è un romanzo romantico da fare schifo, e l'ho letteralmente amato!”.
Eh sì, miei cari lettori, io sono un controsenso umano.
Prima di leggere la mia recensione, dovete sapere che non amo particolarmente i romanzi romantici, infatti dubito che, in questo blog, leggerete facilmente delle recensioni di questo genere in particolare, ma c'è sempre qualche piccola eccezione alla regola e va a finire che me ne innamoro perdutamente. Premetto fin da subito che Per l'@more basta un clic non è uno di quei romanzi super romantici, ma ci sono state frasi che sono state in grado di farmi sciogliere e personalmente questo romanzo è il perfetto connubio tra romanticismo e non romanticismo.
Un bel paradosso, vero?


Titolo: Per l'@more basta un clic
Autore: Rainbow Rowell
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: 16,50€
Pagine: 360

Trama:
Ci sono confidenze che non possono proprio aspettare la pausa caffè. Lo sanno bene Beth e Jennifer, colleghe e amiche alla redazione del «Courier». Meno male che c'è la posta elettronica dell'ufficio per discutere ampiamente di fidanzati artisti che si fanno mantenere, allarmi gravidanza, imbarazzanti abiti da damigella per matrimoni in cui non sei mai tu la sposa. Peccato, però, che la direzione del quotidiano abbia deciso di installare un sistema che monitora i computer dei dipendenti per evitare che si facciano i fatti propri nelle ore di lavoro. Ogni volta che un messaggio presenta una parola sospetta, finisce dritto dritto nella casella di posta di un temutissimo, quanto sconosciuto, controllore.
La spia che si muove nell'ombra si chiama Lincoln: nerd dall'animo romantico, plurilaureato da cuore infranto, non s'immaginava certo di dover ficcare il naso nelle e-mail dei colleghi quando ha risposto a un annuncio per un impiego da "addetto alla sicurezza informatica". Ma se vuole andare via da casa (quando hai ventotto anni e sei americano, vivere ancora con tua madre è praticamente un reato), qualcosa deve pur guadagnare. Per fortuna, la corrispondenza tra Beth e Jennifer, che infrange regolarmente le direttive del giornale, gli tiene compagnia nei monotoni turni di notte. E lui, venendo meno ai suoi obblighi, nel loro caso non manda mia note di rimprovero. Perché le due ragazze sono inoffensive e simpatiche, le loro storie lo divertono e lo appassionano. E perché ben presto si accorge di essere innamorato di Beth, senza averla mai vista. Ormai troppo preso per tirarsi indietro, non gli resterà che vincere la timidezza e uscire allo scoperto: ma come si fa a dichiarare un amore virtuale? Equivoci, batticuore e colpi di fulmine elettronici. Perché a volte, all'amore, non servono sguardi: basta un clic.



La mia recensione:

Protagoniste indiscusse di Per l'@more basta un clic, sono le giovani Jennifer e Beth, migliori amiche che lavorano per lo stesso giornale, il Courier. Jennifer è una copy editor, sposata con un uomo dolce che la ama e la riempie di attenzioni ma che desidera un figlio, non troppo cercato invece da lei, mentre Beth è una critica cinematografica, piena di vita e sarcastica, che vive con il suo fidanzato dai tempi del college e che sembra sempre troppo occupato con la musica e la sua band senza avere mai tempo per la fidanzata.
La storia inizia quando il Courier decide di fornire ai suoi dipendenti la connessione internet, e Jennifer e Beth trovano ogni occasione per scambiarsi messaggi tramite posta elettronica, parlando degli argomenti più disparati tra loro, dai pettegolezzi ai i più semplici consigli tra amiche che le lega profondamente.

Il 1999 è un anno di svolta per il Courier, dopo la concessione della connessione internet ai dipendenti e alla possibilità di crearsi un indirizzo di posta elettronica, c'è la paura che i dipendenti non svolgano il proprio lavoro perché distratti dai contenuti che offre la rete, così viene assunto Lincoln, chiamato dai colleghi, la spia.
Lincoln è un tecnico informatico che lavora prettamente di notte, così da non aver contatti con i colleghi e non intrecciare rapporti personali, e il suo compito è quello di controllare ogni giorno i messaggi che si scambiano i dipendenti e che finiscono nella cartella di WebFence, un programma che ha come obbiettivo il segnalare i messaggi che contengono parolacce, insulti razziali, nomi di superiori, e termini come “segreto” o “riservato”.
Ovviamente i discorsi tra Beth e Jennifer finiscono una volta si e l'altra pure tra i messaggi da controllare, ma il ragazzo non manda mai nessun richiamo alle due giovani perché in un certo senso fin da subito gli fanno simpatia e non creano nessun problema per il giornale.

Lincoln è un solitario, timido e nerd fino al midollo, ha pochi amici e per colpa di una delusione amorosa ai tempi del liceo, continua a collezionare lauree su lauree, ma dopo l'ennesima laurea decide di tornare a casa dalla madre per iniziare una nuova vita.
(Anche Lincoln è un controsenso umano e segue una logica tutta sua.)

Ma il ragazzo non ha le idee ben chiare su come cambiare la propria vita e ovviamente il trasferirsi dalla madre non giova molto, perché la donna continua a trattarlo come un bambino piccolo, senza accorgersi che oramai il figlio ha ventotto anni.
Oltretutto il lavoro non è come se lo aspettasse Lincoln, è pressoché inesistente, tranne per le email di Beth e Jennifer e il resto del suo turno lo passa annoiandosi, così anche il lavoro diventa un motivo di infelicità nella vita del ragazzo e così sua sorella lo inizia a spronare nel cambiare completamente vita, anzi a iniziare a vivere, partendo dal licenziarsi, trovare un altro lavoro e lasciare definitivamente la casa della madre.

Inaspettatamente le strade di Lincoln e Beth si incroceranno, e niente sarà più come prima. (Inaspettatamente per lui. Io ero già su di giri dopo pochi capitoli.)

Una sera mentre Lincoln controlla la cartella di WebFence trova una email di Beth indirizzata a Jennifer dove parlava di “un allarme ragazzo carino” e piano piano scopre di essere lui il ragazzo di cui parla Beth.

Beth nonostante sia fidanzata, prova una forte attrazione per quel ragazzo alto e tutto muscoli di una bellezza passata e non riesce a fare a meno di voler sapere chi sia questo "ragazzo carino", e il caso è dalla sua parte perché ovunque lei vada, che sia al cinema o nella sala ristoro, se lo ritrova davanti ma non fa niente per iniziare una conversazione con lui, tranne per un semplice saluto.

Nel frattempo, in tutta America, i media sono in fermento per l'arrivo del nuovo millennio e si vocifera di un Millenium bug, un blackout totale allo scoccare delle 00.01 del 1 gennaio 2000, così il Courier corre ai ripari e assume tre giovani informatici che si occupano di creare un software per impedire qualsiasi possibile blackout ai danni del giornale e Lincoln li deve supervisionare.

Col passare del tempo Lincoln si sente sempre più coinvolto emotivamente alle due ragazze, si dispiace per i problemi della gravidanza di Jennifer e si sente sempre più infatuato di Beth, soprattutto dopo che ha scoperto che lei e il suo fidanzato storico si sono lasciati e che ha accettato un appuntamento con un altro ragazzo, e arriva alla conclusione che non può più lavorare per il Courier.
Spiare tra le e-mail dei colleghi è sbagliato.
Ed è ancora più sbagliato continuare a leggere tutti i contenuti delle e-mail di Beth e Jennifer, soprattutto perché è innamorato di lei.

Prima di licenziarsi lascia un bigliettino nella scrivania di Beth avvisandola che ora che lui si è licenziato, sia lei che la sua amica, dovranno evitare di scambiarsi messaggi durante l'orario di lavoro perché WebFence le segnala come e-mail inappropriate.

Passano dei mesi dal licenziamento dal Courier e oramai Lincoln ha trovato un nuovo lavoro, vive nella sua nuova casa e ha superato la sua delusione amorosa del liceo, ma ogni tanto si ritrova a pensare a Beth.
Ad Halloween si ritrova nella stessa sala del cinema con Beth e appena la ragazza si accorge di lui, si siede vicino a Lincoln e pochi attimi dopo le scuse da parte di lui, Beth fa quello che ha sempre desiderato fare, dalla prima volta che l'ha visto, ovvero toccargli il viso e baciarlo.


Lo baciò sulla guancia e lui abbandonò la testa tra le sue mani. Poi lo baciò sull'altra guancia. Sul mento. Sotto il labbro inferiore. «Che stupida...» ripeté incredula, vicinissima alle sue labbra«chissà cosa penserai di me...»Lincoln ritrovò l'uso della parola. «Non stupida... perfetta.» disse, in un sussurro e tanto lieve che solo una persona con le mani tra i suoi capelli e le labbra semi accostate alle sue l'avrebbe udito. «Bellissima.» Poi trovò la bocca di lei. «Perfetta.» Bacio. «Magica.» Bacio. «Unica.»


Finito il film Beth, incredula di ciò che è successo, scappa via e torna al Courier, e Lincoln la insegue e parlano di tutto quello che non si sono mai detti e lui le rivela i suoi sentimenti, che fin dall'inizio sono stati ben chiari, anche se non l'aveva mia vista di persona, lui si era innamorato del carattere di Beth, della sua dolcezza, della sua allegria e dell'essere una buona amica per Jennifer. 
«Non ho fatto che pensare a te» disse Beth. «All'effetto che una cosa del genere avrebbe avuto in un libro o in un film. Se fossimo in un romanzo di Jane Austen, non ci sarebbe niente di male, se tu avessi intercettato le mie lettere e io avessi sbirciato nel tuo giardino da sopra la siepe... I computer rovinano tutto.»


Ho adorato la scelta narrativa da parte di Rainbow Rowell a capitoli alterni: in terza persona quando il punto di vista era quello di Lincoln, caratterizzato dalla staticità, ricordi e sentimenti di insicurezza e rimorso; e per gli altri capitoli, il punto di vista era dato tramite messaggi di posta elettronica tra Beth e Jennifer, messaggi scorrevoli, battibecchi simpatici che mi invogliavano a continuare la lettura.

Personalmente questo romanzo è il mio preferito tra quelli della Rowell, perché i suoi personaggi sono riusciti ad entrarmi completamente nel cuore, ho riso di gusto con Beth e Jennifer, quasi fossero mie amiche, ed anche Lincoln mi è piaciuto molto, sarà che ho un debole per i nerd, ma sono rimasta piacevolmente conquistata da questo personaggio dolce, romantico e insicuro.

La scelta dell'epoca mi ha fatto sentire una fitta di nostalgia per il passato, ed è anche interessante l'idea della scrittrice, ispirata in parte da un'esperienza personale, di far nascere un'amore in questa maniera, di un sentimento così forte che cresce sempre più dopo ogni lettura di e-mail e innamorarsi di una persona per quello che è; ovviamente ai giorni nostri non è più impensabile come lo poteva essere nel passato ed è stata interessante questa riflessione.
«Non immaginavo che l'amore fosse capace di tenere le luci accese tutto il tempo.»

In Per l'@more basta un clic ho avuto modo di conoscere un altro lato di Rainbow Rowell, ironico e divertente, che mi ha entusiasmata fin da subito. Dopo Fangirl e Eleanor & Park non mi sarei mai aspettata di leggere un libro del genere scritto dalla stessa autrice, non so bene cosa mi aspettassi, ma non avrei mai immaginato di entrare in sintonia con tutti i personaggi, e leggere di un rapporto di amicizia solido e stupendo come quello tra Beth e Jennifer e di sentimenti così belli e profondi come quelli di Lincoln.
«Tu credi nell'amore a prima vista?» Lui si costrinse a guardala, a fissare quei suoi occhioni spalancati, quella fronte così seria. Quella bocca di una dolcezza insostenibile.«Non saprei» rispose. «E tu credi ad un amore che nasca prima ancora di quello?»


Piccola parentesi di apprezzamento per le scelte caratteriali di ogni personaggio, Rainbow Rowell è sempre una maestra nell'inserire normalità nelle sue storie; i personaggi non sono perfetti e hanno i lori tratti che li rendono terribilmente umani, dalla passata depressione di Jennifer, alla reazione di Lincoln al tradimento da parte della ex-fidanzata o al rapporto tra Beth e il fidanzato.

Un libro dolce al punto giusto, divertente e coinvolgente e senza minimo dubbio la mia valutazione è:




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