lunedì 26 giugno 2017

Recensione | Carry on - Rainbow Rowell

Buonasera lettori, oggi ero dubbiosa sulla riuscita pubblicazione di questa recensione, perché dovevo iniziarla a scrivere ieri pomeriggio, ma poi per via delle placche alle tonsille (mai na gioia) e dei parenti in casa ho rimandato ad oggi pomeriggio, dimenticando l'appuntamento dal medico...
Insomma, inutile dirvi che dopo due ore dal dottore, solo adesso ho preso in mano il pc e sto iniziando a scrivervi le mie opinioni, e come avrete potuto capire dal titolo, vi parlerò di Carry On, ultimo libro di Rainbow Rowell.


Titolo: Carry on
Autore: Rainbow Rowell
Editore:  Piemme
Data di pubblicazione: 21 Marzo 2017
Prezzo: 17,00€
Pagine:  533


Trama:

Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l'ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?


La mia recensione:

Oramai quando prendo in mano un libro della Rowell so già che è una certezza e Carry on è stata l'ennesima conferma. Questo romanzo è riuscito a superare qualsiasi mia aspettativa e farmi amare totalmente la storia e i suoi personaggi donandomi una ship assolutamente perfetta. 


Carry on, nasce inizialmente come fanfiction nel libro Fangirl (qui la mia recensione) e successivamente la Rowell ha continuato a scrivere di Baz, Simon e il mondo degli arcimaghi così dando vita al mondo abbozzato nel libro precedente. 
Per la prima volta questa scrittrice si è cimentata nello scrivere un libro di stampo fantasy riuscendoci egregiamente. 

Simon Snow è il Prescelto che il mondo degli archimaghi da tanto tempo aspettava, ma probabilmente nessun mago si sarebbe aspettato un ragazzino del mondo dei normali, con del potere, oltretutto in quella misura. Simon sembra tutto all'infuori dell'essere un mago: non sa controllare la sua magia, non ha una buona dizione per lanciare degli incantesimi efficienti, si caccia sempre nei guai e controlla in modo ossessivo il suo compagno di stanza che per i sette anni precedenti ha sempre tramato alle sue spalle. 
Qualcuno verrà a finirci

qualcun altro cader lo farà
e il suo potere ci salverà.


Ora Simon deve affrontare il suo ultimo anno di scuola a Watford, e tutto sembra iniziare magnificamente, per almeno ventiquattro ore ha la stanza, che divide con Baz, tutta per se; Penelope, la sua migliore amica è sempre al suo fianco, ha la sua ragazza, Agatha, e non vede l'ora di rivedere l'Arcimago, l'uomo che lui è sempre stato una guida e un esempio. Ma quando l'Arcimago propone a Simon di lasciare la scuola di magia per nascondersi dal Tedio, il pericolo più grande di tutti i tempi, Simon si rifiuta ed i problemi piano piano iniziano ad accumularsi.

L'Arcimago dice che chiunque di noi abbia in sé un minimo di magia è un soldato, che siamo tutti soldati. Pensarla alla vecchia maniera è rischioso, sostiene, perché un tempo i maghi se ne andavano in giro spensierati, pronti a fare tutto quello che volevano, trattando la magia come un giocattolo o un diritto, non come qualcosa da salvaguardare.

Perché l'Arcimago lo vuole proteggere dal Tedio? Alla fine non dovrà sconfiggerlo o perlomeno morire nel tentativo? 

Gli ho preso la magia? No. Io non prendo nulla. Io sono ciò che resta quando tu hai finito.”


Inoltre l'odioso Baz, nemesi per eccellenza di Simon, sembra aver smarrito la via di ritorno per Watford e non si presenta il primo giorno di lezione, e nemmeno quello dopo e quello dopo ancora. I giorni iniziano a diventare settimane e le settimane mesi. 
L'assenza di Baz scatena un effetto a catena inevitabile e porta alla decisione, da parte di Agatha, di lasciare definitivamente Simon.

Dividere la stanza con la persona che odi di più al mondo è come dividerla con una sirena (di quelle che stanno sulle auto della polizia, non di quelle che cercano di bloccarti quando attraversi il canale della Manica). Non puoi ignorarla, e nemmeno abituartici. Non smetterà mai di darti fastidio.

Ma che fine ha fatto Baz? 
E perché non è ancora arrivato a Watford? 

Nel frattempo il velo si sta alzando e a Watford si iniziano a ricevere delle Visite, da parte di famigliari deceduti e che sono bloccati in una specie di limbo e cercando la pace per il riposo eterno ogni venti anni hanno la possibilità di lasciare un messaggio. A Simon appare in camera la madre di Baz, con un messaggio per Baz: suo figlio deve scoprire la verità sulla sua morte e Simon deve riferirglielo.

Ma la madre di Baz non era stata uccisa da dei vampiri mandati dal Tedio?
Questa è la storia che tutti gli arcimaghi conoscono, ma forse non è la verità.
E così un altro mistero da risolvere si aggiunge agli altri.
Simon passa i giorni successivi cercando ovunque Baz a Watford, ma senza risultato, fino a quando il ragazzo torna a scuola come se niente fosse, ma non sembra essere in ottime condizioni. Appena Simon rivela al compagno di stanza della Visita da parte della madre, si offre di aiutarlo a scoprire cosa è successo veramente alla donna, instaurando una tregua e mettendo da parte i sette anni precedenti in cui sono stati nemici giurati. 


Forse Baz non è odioso come ha sempre creduto Simon, forse nasconde qualcosa di veramente importante e le cose ben presto cambieranno ancora una volta. 


Non c'era luce dai beoti. È stata tutta un'interminabile notte di dolore, rumore e sangue. Io sono morto almeno per metà, credo. Nel senso che, anche normalmente, quando sono in perfetta salute, almeno per metà non sono in vita. Quanto ero in quella cassa mi spingevo ancora oltre. Mi lasciavo scivolare via... per restare sano di mente, per sopravvivere. Ma quando sentivo che mi stavo allontanando troppo, mi aggrappavo all'unico punto fermo che ho...
Occhi blu.
Riccioli color bronzo.
Al fatto che Simon Snow è il mago più potente tutt'ora in vita. Che nulla può ferirlo, nemmeno io. Che Simon Snow è vita, appunto.
E che io sono perdutamente innamorato di lui.


Carry on ha delle somiglianze con il mondo potteriano, ma Rainbow Rowell è stata abilissima a creare una storia tutta sua e innovativa, dove i personaggi sono umanamente imperfetti e con dei sentimenti forti e complicati. Ha ripreso degli elementi come il nemico che minaccia il mondo magico e un giovane mago che ha il compito di salvare tutti, ma poi le somiglianze con Harry Potter finiscono qui, perché a Watford non solo il Tedio minaccia gli arcimaghi, ma anche le Antiche Famiglie e gli esseri oscuri del mondo magico. Tanti misteri, amore, desiderio di potere e segreti arricchiscono le pagine di questo romanzo.


I personaggi mi sono entrati nel cuore e fin da subito sono entrata in sintonia con loro.

Baz mi ha fatto letteralmente innamorare, è quel tipo di personaggio che mi fa impazzire, apparentemente freddo e distaccato ma che in realtà è molto dolce e profondo ed a ogni sua frase mi scioglievo. Sarcastico, pieno di fascino e assolutamente perfetto.
Simon ha avuto la capacità di farmi ridere tantissimo per le sue risposte da disadattato, le sue liste delle cose belle di Watford e per il suo amore verso il cibo. Mi è piaciuto molto come personaggio, soprattutto alla fine per la scelta che ha compiuto ma allo stesso tempo mi è dispiaciuto che non ha saputo la verità sul suo passato, mentre noi lettori ne abbiamo avuto la possibilità.
Anche Penelope è stata un gran personaggio, a mio parere. Una giovane donna con le proprie idee, intelligente e sveglia che non ha paura di stare al fianco del suo migliore amico e di aiutarlo a tutti i costi. 
E infine troviamo Agatha, uno dei personaggi che non mi è piaciuto per niente, e da un lato mi spiace perché alcune delle sue motivazioni sono anche condivisibili, solo che questo personaggio è stato per molti versi assente in tutto il romanzo e le poche volte che è stata presente l'ho trovata molto superficiale e triste. 

Lo stile narrativo di Carry on è molto fluido e coinvolgente, grazie alla narrazione in prima persona e i differenti punti di vista che aiutano il lettore a collegare tutte le informazioni tra loro.
Quando ho finito di leggere Fangirl ero curiosissima di conoscere altre avventure di Simon Snow e Baz e ora, dopo aver letto tutto d'un fiato Carry on, posso dirvi con certezza che leggerei molto volentieri un altro (o magari anche venti) libri dedicati al mondo degli arcimaghi e ai suoi protagonisti.

La mia valutazione:


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2 commenti:

  1. Non vedo l'ora di poter leggere questo libro! Lo stile della Rowell mi piace molto, e sono davvero curiosa di vedere come ha gestito questo rapporto/contrasto con il mondo di Harry Potter! 😊

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    1. Carry on è il mio libro preferito della Rowell, è stata bravissima a gestire il genere fantasy ed è inevitabile amare Baz 😍

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